The mask and the mirror

lunedì 25 agosto 2008

Musica per l'anima



Possono delle note toccarci le corde pìù vulnerabili dell'anima e farci abbandonare inermi alle lacrime per l'emozione? Può la musica entrarci dentro con la sensualità veemente di un amante appassionato e scaldarci,eccitarci, sentirla pulsare dentro le vene e nelle nostre tempie? Può la musica lenire come un balsamo le stigmate sanguinanti dell'interiorità? Può farci viaggiare con la mente in luoghi e posti antichi pregni di storia e di magia? Può relgalarci il misticismo del mistero e dell'onirico? La musica può tutto questo?
Di una cosa sono certa: La musica di Loreena Mckennitt è tutto questo per me ed altro ancora...
La prima volta che ebbi l'occasione di vederla e sentirla suonare dal vivo fu l'anno scorso a Milano al teatro degli Arciboldi. Erano anni che attendevo questo momento, mi sentivo impaziente e trepidante come una bambina, ad un tratto le luci divengono soffuse...e vedo lei...
La chioma inconfondibile di quel rosso tipico irlandese,pelle bianca tratteggiata d'efelidi ,vestita con l'eleganza di una dama rinascimentale di altri tempi, le sue dita accarezzano l'arpa, la sua voce è vellutata e quasi sussurata, a tratti possente e lirica.

É una voce suadente, ricca di fascino...sento dentro di me qualcosa sciogliersi a cui non so dare un nome, affiorano i ricordi che lego alle sue canzoni, è come se tutto divenisse più sfumato, sfocato...il tempo rallentasse per un momento, chiudo gli occhi e mi abbandono a quella voce, lascio che impregni ogno parte di me, che mi pervada, che mi catturi totalmente, che mi entri dentro.Sono sua.
Ne sento l'eufonia, è suggestiva ed evocativa, ha qualcosa di ancestrale ed atavico.La sua figura è carismatica e magnetica tiene il palco lasciandoci tutti senza fiato.
Ho avuto l'occasione di assistere a Brescia al suo summer tour all'aperto in Piazza D'Uomo e di incontrarla di persona al termine del concerto, è stato indescrivibile.
Le origini della musica di Loreena sono di matrice celtica, e richiamano le ballate popolari e le tradizioni irlandesi, mettono in musica i poemi di W. Butler Yeats,di Blake, di Shakespeare
Il mio album preferito è “the mask and the mirror” un titolo pregno si simbolismi e rimandi che ho legato anche a questo blog.


“Ho imparato ad usare la storia panceltica, che va dal 500 avanti Cristo al presente, come trampolino creativo”, dice Loreena McKennitt. La musica che creo è il risultato del viaggio lungo quel sentiero e dell'assorbimento di varie tematiche ed influenze, che possono o meno essere di natura palesemente celtica. Con The Mask And Mirror ho cominciato il mio viaggio nella Galizia, l'angolo celtico della Spagna, e di lì mi sono spostata, proseguendo il mio pellegrinaggio storico e musicale. Ho volto lo sguardo avanti ed indietro attraverso la finestra della Spagna del quindicesimo secolo, attraverso i colori del Giudaismo, dell'Islam e del Cristianesimo, e sono stata attratta da un mondo affascinante: la storia, la religione e le influenze reciproche”
Un album auto prodotto che vanta una tavolozza esotica di strumenti dal violoncello alle uillean pipes (cornamuse irlandesi) dal dumbeg, al tabla all'oud,fisarmonica,fiddle, piano, arpa,viola, bodran,chitarra elettrica: sincretismo unico di classico, pop, folk, rock.

Il cd incorporai nfluenze spagnole, celtiche e marocchine, l'album segue sentieri ispiratori dall'Irlanda a Santiago de Compostella fino al Medio Oriente. Gli ambienti musicali dei poemi di San Giovanni della Croce e Shakespeare sono eclettici, originali e intrisi di ricche sonorità, inclusi i seducenti e drammatici “The Mystic's Dream” e “Marrakesh Night Market”.
Nei suoi viaggi, l'album, dice Loreena, esplora le domande che echeggiano nei secoli: “Chi era Dio? Cos'è la religione, cos'è la spiritualità? Cos'è stato rivelato e cos'è stato nascosto…e qual era la maschera e qual era lo specchio?”
Loreena conduce l'ascoltatore attraverso viaggi inediti. Segui la musica dall'antica Bisanzio ad un teatro di marionette in Sicilia, dall'isola rocciosa di Skellig Michael un tempo abitata da monaci irlandesi nel Medioevo, a Venezia con i viaggi di Marco Polo lungo la via della spezia e della seta, o dalla tragica narrativa di “The Highwayman” al tuono degli zoccoli attraverso il Caucaso e gli echi delle parole di Dante per Beatrice, ritrovate, inaspettatamente, in un viaggio in treno attraverso la Siberia, nell'odissea di Omero,alla ricerca dei sentieri più orientali dei Celti, dalle pianure della Mongolia al regno di Re Mida e l’Impero Bizantino dell'antica Isatanbul.

Lungo la strada, Loreena riflette sui concetti di casa, del viaggio in tutte le sue incarnazioni, della mescolanza incrociata che sottosta alla storia umana e dei nostri retaggi universali di conflitto e speranza, il tutto arricchito da testi che mescolano poetica metafisica, antichi miti e leggende popolari e misticismo medievale
La qualità aristocratica ed erudita della sua voce, trascina lontano in uno squarcio di universo magico immerso nei fiumi del tempo.

domenica 24 agosto 2008

polvere e onirico



bambina mia,
incedi scalza, leggera, lasciati condurre dalle note oscure e ipnotiche
che riecheggiano in questa sacralità silenziosa e inviolabile.
Remote e assordanti a tratti, svivola nella penombra malinconica, abbandonati a questa sinfonia voluttuosa e sacra.
Incedi esile bambina.
Svestiti, lascia che l'umido antico impregni la tua calda cute, la polvere affanni il tuo flebile respiro, le tue labbra si screpolino per il freddo,
il freddo anestetizza.
Madre notte ti culla nel suo utero caldo e insondabile, abbandonati all'eufonia ancestrale e rituale dei suoi sussuri ctoni, non aprire gli occhi, danza , danza.
Inerme, vulnerabile segui quel suono, setoso e struggente, presta orecchio alla fonte celata che ti fa trepidare, brividi di piacere e di paura guidano i tui piedi cerulei sul marmo freddo. Non riesci a fermarti, l'anima e le sue stigmate sanguinano, brami quel suono, lo attendi da sempre, ossessione febbrile pulsa nelle tue vene, liquor atavico bagna i tuoi ventricoli, offusca la tua fanciulezza d'onirico, ti sgomenta bramare così tanto queste note reverenziali, ignote e inesorabili ,conosciute da sempre,
incedi esile bambina,
il sonno pervade le tue membra stanche, morfeo ti stringe soffocandoti,
non ti curare di ciò esile bambina
incedi scalza, leggera, lasciati condurre dalle note oscure e ipnotiche,
lamento puerile, trama sonora di un funereo ricamo.

occhi ambrati


I fervidi innamorati e gli austeri dotti amano ugualmente,nella loro età matura,

i gatti possenti e dolci, orgogliodella casa, come loro freddolosi e sedentari.
Amici della scienza e della voluttà, ricercano il silenzio el'orrore delle tenebre;

l'Erebo li avrebbe presi per funebri corsieri se mai avesse potuto piegare

al servaggio la loro fierezza.
Prendono, meditando, i nobili atteggiamenti delle grandi sfingi allungate in fondo a solitudini, ùche sembrano addormirsi in un sogno senza fine:
le loro reni feconde sono pienedi magiche scintille e di frammenti aurei;

come sabbia.
Baudelaire