The mask and the mirror

martedì 4 agosto 2009

Disillusione

É il dedalo di ombre madreperlacee che trafigge la liturgia asettica della parola
è un sentiero di monotone pareti le cui crepe sono clessidre infrante
è lo specchio polveroso che riflette irrevocabile quest'Ade
è un volto prigioniero di una maschera che decifra l'abisso
è la folla di solitari che si chiamano per i sobborghi esiliati
è il battito fugace di una palpebra
è un ingranaggio multiplo cerebrale
è un mite pendio che sembra eterno
è uno sguardo famelicamente rassegnato
è un pensiero di una nitidezza torbida
è il giorno in cui decisi di perderti.

lunedì 3 agosto 2009

Rubaiyat






Nella mia voce il metro del persiano
torni e rammenti che il tempo è la trama
ineguale dei sogni che noi siamo
e che il segreto Sognatore sperde.

Affermi ancora ch'è cenere il fuoco,
terra la carne, il fiume la fugace
immagine della nostra esistenza
che lentamente rapida dilegua.

Torni a dire che l'arduo monumento
che innalza la superbia è come il vento
che passa, e che alla luce inconcepibile
di Chi non cessa, un secolo è un momento.

Ammonisca che l'usignolo d'oro
canta una volta sola al melodioso
apice della notte e che le stelle
sono avare custodi di un tesoro.

Torni la luna al verso che la tua
mano scrive, così come ritorna
col primo azzurro al tuo giardino. Là
la stessa luna ti cercherà invano.

Siano sotto la luna delle tenere
sere tuo umile esempio le cisterne,
nel cui liquido specchio si ripetono
soltanto poche immagini, ma eterne.

La luna del persiano e gli ori incerti
tornino dai crepuscoli deserti.
É oggi, ieri. Tu non sei che gli altri
il cui volto è di polvere. Sei i morti.

Borges