The mask and the mirror

lunedì 3 agosto 2009

Rubaiyat






Nella mia voce il metro del persiano
torni e rammenti che il tempo è la trama
ineguale dei sogni che noi siamo
e che il segreto Sognatore sperde.

Affermi ancora ch'è cenere il fuoco,
terra la carne, il fiume la fugace
immagine della nostra esistenza
che lentamente rapida dilegua.

Torni a dire che l'arduo monumento
che innalza la superbia è come il vento
che passa, e che alla luce inconcepibile
di Chi non cessa, un secolo è un momento.

Ammonisca che l'usignolo d'oro
canta una volta sola al melodioso
apice della notte e che le stelle
sono avare custodi di un tesoro.

Torni la luna al verso che la tua
mano scrive, così come ritorna
col primo azzurro al tuo giardino. Là
la stessa luna ti cercherà invano.

Siano sotto la luna delle tenere
sere tuo umile esempio le cisterne,
nel cui liquido specchio si ripetono
soltanto poche immagini, ma eterne.

La luna del persiano e gli ori incerti
tornino dai crepuscoli deserti.
É oggi, ieri. Tu non sei che gli altri
il cui volto è di polvere. Sei i morti.

Borges

1 commento:

Unknown ha detto...

Mi piacerebbe avere du Rubayat il testo originale in lingua spagnola. Hai per caso modo di inviarmelo? Grazie anticipatamente, Lucrezia lumorocco@yahoo.fr