
Questa poesia è stata scritta da un fisico e riportata nel libro del neuroscienziato Vilayanur Ramachandran "Cosa sappiamo della mente". E' una poesia che parla dell’uomo e della sua grandezza in quanto essere pensante.
Da solo in riva al mare, comincio a pensare.
Ecco le onde scroscianti
montagne di molecole
ognuna ottusamente intenta ai fatti suoi
miliardi di miliardi lontane
eppure formano all’unisono spuma bianca
Ere su ere
prima di un occhio che potesse vederle
anni dopo anni
martellare possenti la riva come ora.
Per chi? Per cosa?
Su un pianeta morto
che non ospitava alcuna vita.
Senza requie mai
torturate dall’energia
prodigiosamente sprecata dal sole
riversata nello spazio.
Una briciola fa ruggire il mare.
Nel profondo del mare
tutte le molecole ripetono
l’altrui struttura
finchè se ne formano di nuove e complesse
ne creano altre a propria immagine
e inizia una nuova danza.
Crescono in dimensioni e complessità
esseri viventi
masse di atomi
DNA, proteine
danzano figure ancora più intricate.
Fuori dalla culla
sulla terra asciutta
eccolo
in piedi;
atomi con la coscienza
materia con la curiosità.
In piedi davanti al mare
meravigliato della propria meraviglia: io
un universo di atomi
un atomo nell’universo.
(Richard Feynman)
1 commento:
Ma tu guarda che blogettino si è fatto mia cuginella!
Molto bella la poesia - e divertente l'immagine di un fisico/poeta :)
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